Cross training e allenamenti funzionali. E’ moda o effettiva utilità ?

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Cross training e allenamenti funzionali.  E’ moda o effettiva utilità?

 

Di MARRAFFA VITO RT SPECIALIST

Negli ultimi tempi assistiamo a una grande diffusione di allenamenti di  tipo cross-training, o allenamenti funzionali. I mezzi utilizzati sono esercizi derivati dalla pesistica, dal b.b., dalla ginnastica sia con attrezzi che a corpo libero, di kettlebell, funi navali, clave, trx, palle mediche, stazioni dedicate da attente case costruttrici, ecc.

Questo tipo di allenamenti vengono organizzati in wod (work-out of the day). Questi wod sono riedizioni dei circuiti classici di esercizi. Le variabili che caratterizzano i circuiti sono principalmente:

- la scelta degli esercizi

- l’intensità dei singoli esercizi

- il recupero (rest) tra un esercizio ed il successivo.    

Come questi, nel caso del circuito rivisitato in modalità Cross Training sono da percorrere un numero prestabilito di volte e in modalità “amrap” ossia ”as many rounds as possible” (fare tutti i circuiti nel tempo prestabilito).

Analizzando queste attività abbiamo trovato vari punti discutibili. Vediamone alcuni:

Scarsa personalizzazione. Si può personalizzare solo volume e resistenze utilizzate. La scelta di esercizi complessi e che richiedono tecniche appropriate come il caso di esercizi olimpici, lo squat, lo swing, necessitano di esercitazioni specifiche con una base di un ottima mobilità articolare a partire da quella della caviglia per essere eseguiti nel rispetto della salute articolare dell’utente.

Promettono l’incremento delle capacità condizionali. Stimolate tutte insieme, ed in un solo circuito.  Non è corretto metodologicamente allenare forza, velocità, resistenza contemporaneamente e con intervalli di rest così ristretti.

Si rileva nella loro applicazione pratica una scarsa programmazione nel tempo, secondo il principio programmazione nella non programmazione. Questo limita se non esclude la possibilità di disegnare programmi che abbiano concetti di specificità, periodizzazione e carico progressivo. La mancanza di specificità, toglie ogni qualifica di esercitazioni valida come potenziamento per altri sport, come invece spesso viene passato. Periodizzare in esercitazioni in gruppo è un evidente ossimoro, mentre la possibilità di progressione del carico, primo accorgimento della individualizzazione,non sarebbe possibile per lo stesso motivo. E se pur in teoria qualcosa di simile si potesse fare, nella pratica diviene un “credo”pericoloso come tutti i credo messi in mano a fondamentalisti.

  • Alto rischio di infortuni.  E’impensabile riuscire a completare dei circuiti magari con esercizi come lo “snatch” per 10-15 ripetizioni e conservare la forma d’esecuzione corretta. E’provato che la stanchezza modifica in una catena motoria l’intervento temporale e quantitativo dei singoli gruppi muscolari. Con influenze sulla correttezza dl movimento. L’analisi delle traiettorie del bilanciere nell’esercizio “snatch” nelle gare di pesistica ad alto livello mostra evidenti variazioni rischiose in atleti che lo praticano da anni. Dopo innumerevoli esercitazioni sotto stretto controllo individuale.
  • Funny-CrossFit-Videos

La mancanza di un criterio metodologico nella formazione del gruppo, a cominciare dall’età dei partecipanti, fa sorgere il sospetto che il gruppo sia funzionale a bisogni del club prima ancora dei partecipanti.

Qualche lato positivo c’è.

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Permette a chi non possiede alcuna capacità di autogestione d’allenarsi con un programma d’allenamento tradizionale. Il “pump”da questo punto di vista è stato un precursore non disprezzabile. La mancanza di motivazione o altri motivi che inducano ad una razionale attività, può trovare nel gruppo un aiuto valido.

Può essere consigliato ad atleti interessati a Forma e Condizione, per combattere la monotonia, incrementare il livello di condizione, variare la qualità dello stimolo. Lo consigliamo comunque ad atleti almeno al livello di “Intermedi”.

Chi può realmente beneficiare di queste attività sono atleti praticanti di alcuni sport da combattimento, non a caso “atleti”. Discorso che approfondiremo in un prossimo articolo.

 

 

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Secondo la mia opinione queste attività sono inferiori come risultati e sicurezza a un classico programma di Resistance Training, stilato sulla base  dei  bisogni individuali del soggetto e degli obbiettivi da perseguire. Sono comunque da sconsigliare a principianti ed a persone sopra i 40 anni senza condizionamento e livello di forza adeguati.

 

Pubblicato in: RT BASIC

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