• info@resistancetraining.it

GENI: è tutta colpa loro!

GENI: è tutta colpa loro!

GENI:  è tutta colpa loro.

del  Dott. Filippo Massaroni 

In un recente numero di C.F. è apparsa una intervista al Mr. Olimpia Jay Cutler. Di fronte all’eccesso d’inconsistenza dei quesiti posti al gigantesco atleta, Marcello Mormino ha riportato decisamente il serafico intervistatore sulla superficie terrestre. Marcello Mormino in pratica faceva presente che senza tenere conto di quanto “pesi” la variabile base genetica sul risultato finale della massima competizione di volume muscolare, domande inerente l’alimentazione o l’allenamento risultano perdita di tempo.  Difatti tutto poteva essere sintetizzato in 30-40-30 e 3×10 in soluzione acquosa. Tanti lo fanno ma pochi vincono. Perché. Non mi percuota Marcello se tenterò un parallelo tra il classico che vede il bilanciere come mezzo tanto da chiamarlo al massimo della revisione “resistenza”, ed il nuovo che lo vede come fine deputando ad altro la funzione di mezzo.

From Dna to cell

Polvere di genetica

Come dobbiamo essere costruiti e come dobbiamo funzionare è scritto sotto forma biochimica a base quattro. La macromolecola è conosciuta con l’acronimo DNA.  Possiamo entrare dentro questo argomento a diversi livelli di risoluzione. Il maggiore è il cromosoma, cioé  DNA compattato. Quando questa molecola “lavora” è come una fisarmonica estremamente estesa. E’ permesso copiarlo e tradurre in molecole con una funzione quanto scritto in chimico. Quando smette di lavorare per qualche funzione più importante come il riprodursi, si compatta, la fisarmonica si chiude. In questo momento lo vediamo come una coppia di nastrini tenuti insieme da un nodino pressoché al centro: i cromosomi. Di questi la specie umana ne possiede  normalmente quarantasei. Omologhi due a due, ovvero quasi uguali a coppie. Ventitré ci sono stati dati da nostra madre ed erano nell’oocita in attesa. Ventitré ce li ha messi portandoceli personalmente nostro padre.  Su ogni uno di questi c’è scritto tutto quello che serve e di più. Un pezzetto di cromosoma o DNA, fate voi, specifica un carattere e si chiama gene. Il gene è l’equivalente biochimico del carattere. Ovvero un pezzo di DNA specifica il colore degli occhi. Non è che ci sia del colorante no. Ma c’è scritto come sintetizzare nel punto esatto il colore. E’ scritto sotto forma biochimica il gene, il colore è il carattere. Per chi ha fatto il liceo genotipo e fenotipo. Il fenotipo è la realizzazione del genotipo. Quest’ultimo non è influenzato da nulla il primo nella sua realizzazione dall’ambiente. Esempio: nel genotipo c’è scritto che potenzialmente si può crescere fino a180cm. di statura. Fino e vent’anni non è stato possibile assumere per una causa  ne il latte ne tutti i suoi derivati o in alternanza si sono avuti problemi di assimilazione del calcio. La nostra altezza si fermerà diciamo a 170cm. Per mancanza di “mattoni” non del progetto. Torniamo indietro. Adesso nel cromosoma di mia madre c’è il carattere colore degli occhi ma c’è anche nel cromosoma di mio padre. Così noi abbiamo sempre nella prima generazione ( la 1° legge di Mendel) una mescolanza.  Voi mi direte che era un miscuglio già in mio padre. E’ vero.  Ma questo ci dice come la natura abbia sempre l’interesse a rimescolare tutto il pool genetico di una popolazione e si spiega il perché pur di ottenere questo fa di tutto, proprio di tutto. Chiunque di noi ha assistito allo spettacolo d’arte varia di un amico innamorato. Senza eccezioni al di fuori dell’amore, davanti a certe manifestazioni avremmo chiamato la neuro. In questo campo abbiamo con un sorrisetto concluso: è innamorato.  Il senno va in sonno. Non mi scompongo affatto se qualcuno perde il senno davanti ad una montagna di muscoli. Ne che sia un amore mercenario.   Riporto il discorso su  un paio di frasi che forse vi sono sfuggite ma che vi ripeto. Genotipo e fenotipo. Il primo non è influenzato da nulla il secondo dall’ambiente. Il primo sta nel nucleo delle cellule piuttosto ben protetto, il secondo si può presentare sotto forma degli effetti del lavoro con un pesante bilanciere.

 

 

Ipertrofia

La funzione fa l’organo diceva giustamente Lamark. E’ il primo principio dell’allenamento. Vediamo come. Eseguiamo tre serie ad esaurimento di curl con bilanciere. Si sono esaurite energeticamente la maggior parte delle cellule muscolari del bicipite brachiale. Cosa è successo nell’ambiente interno a livello del  citoplasma di una miofibra ( cellula muscolare). S’è decomposto per trasferire energia il CP in creatina (C) e fosfato (P). Si sono danneggiate alcune proteine impegnate nella contrazione, ci sono danni sia nel tessuto connettivo muscolare che nel tessuto intercellulare (la distrofina responsabile della distrofia muscolare) , ci sono danni sulla superficie cellulare ( split), l’ambiente si è acidificato. Concentramoci sui danni alle proteine contrattili. La decomposizione della miosina ( evitiamo le varie frazioni)   libera ed immette nell’ambiente gli aminoacidi che la costituivano.

kb_heart-rna_free5

a)L’aumento di concentrazione di questi aminoacidi è un segnale per il DNA

b)Si apre un “interruttore” del gene “massa muscolare” sul DNA. e fa copiare il progetto di ricostruzione

c)Una molecola  che chiamiamo RNA messaggero, per ricordare questa sua funzione di navetta, copia il progetto ed esce dal nucleo nell’ambiente citoplasma.

d)Qui viene realizzato il progetto e costruita nuova proteina contrattile.

e)Quando questo è avvenuto un nuovo segnale ( la statina) dice di spegnere l’interruttore sul DNA.

f)Si esaurisce l’RNA messaggero, è avvento quello che noi chiamiamo “recupero”

 

Qui una spiegazione del concetto di sovraccarico. Quando il DNA si richiude , l’RNA che “sta per strada” è in più rispetto ai bisogni della sola ricostruzione e porta il gradino un poco più in alto. L’Rna ha un emivita variabile ma è misurabile in minuti. Quindi porta l’ipertrofia più in alto di un pochino.

 

Mettere le mani sui sistemi

 

Due i punti fondamentali:

a) Il tempo di apertura del “rubinetto”

b) La lunghezza della vita dell’Rna con l’ordine di costruire

 

La lunghezza di vita dell’RNA

Sembra essere controllato dal testosterone. C’è chi per altre questioni, aiméh sempre genetiche, ha un alto livello di questo ormone. Quindi questa è una prima causa di individui con una massa muscolare sopra la media. Alcuni di quelli che non hanno accettato questa evidente ingiustizia biochimica hanno ovviato nella maniera conosciuta specialmente ai natural.

 

 

Il tempo di apertura del rubinetto

Abbiamo già visto che i cataboliti stessi attivano il DNA e sono conseguenti al nostro allenamento. Quindi perchè non aumentarli dall’esterno.  Questi sono principalmente gli aminoacidi ramificati o meglio la leucina. Quelli esterni sommati a quelli conseguenti alla degradazione potenziano il messaggio diretto al DNA. E’ il doping accettato. Ma come ci sono alcune sostanze che aprono il rubinetto del DNA  altre lo chiudono. Le sostanze che lo aprono le abbiamo viste e sono messe in moto dall’allenamento ed il prolungarsi di questo stimolo facilita il compito dei successivi. Questo vuol dire “essere allenati”, avere adattamenti già pronti alla risposta. Questi adattamenti si chiamano “adattamenti epigenetici”. E’ il motivo del disaccordo tra Darwin e Lamark. I due erano in accordo su quasi tutto ma non su un punto fondamentale. Questi meccanismi epigenetici ( i caratteri acquisiti come i muscoli del b.b). Lamark sosteneva essere caratteri acquisiti e siano trasmissibili geneticamente Darwin no. Aveva ragione quest’ultimo. Ma allora quale è il meccanismo che fa di alcuni uomini estremamente muscolosi con un allenamento simile a quello di altri ? Abbiamo visto che i cromosomi sono due ed il carattere finale è il contributo dei due. Uno dei due caratteri, (alleli) può essere , per mille ragioni, non funzionante. In questo caso parliamo di portatore sano. Porta una tara genetica ma è compensata dal gene dell’altro cromosoma perfettamente funzionante. Abbiamo visto che i geni controllano tutto, non solo la costruzione ma anche lo stop alla costruzione. Per esempio sono controllori quelli che “chiudono il rubinetto”. Cosa vuole dire. Chi è portatore di uno dei due geni “controllo” non funzionante può contare su una  chiusura che avviene con ritardo. Questo è un vero vantaggio. Si sono analizzati il DNA di molti campioni e si è verificata questa ipotesi. Una ricerca non venne pubblicata perché numerosi campioni non diedero il consenso alla pubblicazione per timore di vedere il loro mito diminuito da un fattore biochimico. Questi controllori li chiamiamo STATINE. Stabilizzano, dicono adesso basta. Se uno dei due è non funzionante o mal funzionante il “basta” arriva in ritardo. Si possono , oltre al caso di chi li ha poco funzionanti, reprimere? . Pare di si, è il doping  del piano di sopra. Quando si vedono quei muscoli cresciuti per spinta dall’interno. Adesso che si sia portatore sano di un gene non funzionante della statina specifica per i muscoli o che ci sia una sostanza che disattivi la statina introdotta dall’esterno non vogliamo discuterlo ma a questi livelli farci raccontare qualsiasi cosa che interessi la norma delle persone, alimentazione, tre serie, dieci ripetizioni, acqua, sonno , da chi per qualche motivo cresce il doppio di un altro a parità di lavoro, serve solo a passare il pomeriggio in letizia. Non ci credo ma sembra l’abbiano pagato per la chiacchierata. Queste sostanze inattivanti le statine lasciano però delle tracce e sono quindi intercettabili dall’antidoping.

Il doping genetico

L’ultima frontiera del doping prevede un innesto di un gene repressore della chiusura del rubinetto, traghettato non da un virus che si è sperimentato pericoloso perché entra nel nucleo e nessuno sa come fermarlo, ma da un plasmidio  che rimane nel citoplasma quindi è attaccabile ed ha una vita a tempo. Un doping con estrema difficoltà di rilievo. I laboratori buoni sono al lavoro stimolati e sovvenzionati adeguatamente dalla WADA. Si sospetta che a Pechino siano sei gli atleti che abbiano subito un trattamento di doping genetico.

Conclusioni

Può l’allenamento riflettere il doping? A leggere sopra sembra di si. Gli allenamenti possono essere ridotti ed aumentati di volume in caso di mancata repressione. Il volume alto aumenterebbe lo stimolo in apertura, e la mancata repressione si rifletterebbe sul ritardo della chiusura. Questo giustificherebbe un solo allenamento a settimana. L’allenamento con i pesi è una magnifica forma di attività sportiva. Nelle competizioni i molti punto deboli . Uno di questi è la genetica. L’aspetto genetico ha un peso così alto da rendere inutile e altamente insufficiente l’attivazione  delle capacità più nobili di un giovane atleta. Quindi il doping o la “dote” genetica non può essere compensata da altro. Alle gare dovrebbero essere indirizzati , come è in tutti gli sport, i dotati. Recuperare questo gap genetico col doping è un grave rischio per la salute ed un evidente contraddizione con lo spirito della cultura fisica. Ma una soluzione c’è ed è quella di limitare gli effetti della “dote” sulla quantità muscolare. Una prima soluzione potrebbero essere l’adozione nelle gare natural di parametri che riducano il peso della quantità di massa muscolare sul conto finale della classifica ed aumentino il peso delle proporzioni tra i gruppi muscolare. Ho già proposto in altre occasioni l’assegnazione di due titoli. Il miglior fisico ed il più muscoloso. Sarebbe già un grosso passo avanti. Ma è vero che vogliamo muoverci ?

 

Da consultare:

Le Scienze-Atleti geneticamente modificati- n. 432

Il sito Nabbaitalia .it

 

Filippo Massaroni

Invia il messaggio