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Quando non è il muscolo a fallire.

Quando non è il muscolo a fallire.

Quando non è il muscolo a fallire.

di Elpidio Amoroso 

 

Con particolare sorpresa, ripropongo qualche riflessione su questo sito. Nella nostra assenza nulla è cambiato. Certo, non siamo indispensabili, piuttosto  il web è pieno di contenuti e non siamo i primi a proporvi letture che siete liberi di leggere\criticare\apprezzare\trollare(tra i neologismi a quali non mi abituerò).

Nulla è cambiato, s’intende su questo pianeta. I gravi cadono sempre nello stesso modo, la forza si misura sempre in Newton e sapiens sapiens è più o meno lo stesso, o quasi. Non è un sarcasmo buttato giù a caso, magari è un modo per sottolineare che i grossi cambiamenti hanno bisogno di vissuti consolidati e niente si scopre come una sorpresa inaspettata.

La stessa sorte tocca anche al mondo dell’allenamento. L’impegno della Sport Science è incessante,  ma è compito della nostra intelligenza, in tutte le sue definizioni, a trarne le più sensate interpretazioni. Nessuno scolpisce comandamenti sulle pietre da molti anni, non vedo perché fidarsi del primo che capita e ci racconta di allenamento. Compresi noi di RT.

 

Niente. Il niente non è il poco, è solo il contrario di tutto.

Non volevo aggiungere niente a ciò che già è risaputo, ma è sempre un piacere parlare di Resistance Training  con le dovute sfaccettature dell’ipertrofia muscolare. Forse può essere interessante che un gruppo di soggetti  (8 atleti con condizioni omogenee nell’aspetto della forza, del biotipo, del pregresso di allenamento ecc) scelti con determinate caratteristiche si sono impegnati per questo “lavoro”. Il gruppetto ha eseguito tre serie di distensione su panca con bilanciere con 3 obiettivi di RM diversi, con la dovuta frequenza relativa alla prova, ovvero il test è stato effettuato con intervalli di 8 giorni per ogni soggetto con i seguenti parametri:

il primo target con 3 x FRM (full repetition maxium) con 10 RM (per gli amanti delle vecchie glorie 75% di 1RM- )

il secondo target con 3 x FRM con 8 RM

il terzo con 3 x FRM con 6M

In tutte le prove sono stati concessi 90” di recupero tra le serie. Una standardizzazione comune alla maggior parte di coloro che si allenano regolarmente.

Cosa è stato scoperto? Niente, nessuna molecola miracolosa, ma sono stati raccolti i risultati più frequenti. Per ogni serie, le reps scendono con un certo andamento. Calcolando il lavoro complessivo, si mette in evidenza come sia importante totalizzare, nel tonnellaggio complessivo, utilizzando un peso per le 10RM, un valore più alto che sia il compromesso giusto tra il “pesone” e le reps eseguite.

Il peso aggiunto, con l’ambizione di condurre la serie al cedimento, non è sempre la scelta giusta.

L’immagine che segue, potrebbe sintetizzare un sproloquio che forse già è stato letto. Vi risparmio il tutto per  rispetto.

Forza o Ipertrofia?

Per evidenziare il lavoro in 3 serie, ho scelto questo modo riproposto graficamente. Potete provare con i vostri atleti, o semplicemente potete provare voi.

Che l’ipertrofia muscolare sia legata al lavoro, se n’è parlato tanto, così come sia un fattore legato ad altri meccanismi metabolici che sono già documentati. Una particolare attenzione va sempre posta al reclutamento di U.M. ma si sa, reclutare non basta, serve una scelta motivazionale forte, perché l’allenamento non è solo un libro, una laurea, un trofeo, un selfie, né una pagina internet.

Buon allenamento.

 

 

Elpidio Amoroso

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