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MOTIVAZIONE E RESISTANCE TRAINING: OLTRE LA TEORIA

Dott. Giorgio Trotta

La motivazione dell’atleta è l’elemento di base, spesso sottovalutato, sul quale ideare e progettare le attività di Resistance Training.

La motivazione risulta essere  un parametro importantissimo nella scelta dell’ attività da praticare ed  è di fondamentale  importanza per  la buona riuscita degli  allenamenti. In assenza di essa è poco probabile che i soggetti si avvicinino all’attività sportiva o mantengano l’ impegno costante per il raggiungimento delle prestazioni ottimali previste nel Resistance Training.

Possiamo dire quindi che la motivazione  influisce sulla scelta delle attività da praticare,  sull’impegno da spendere (frequenza ed intensità negli allenamenti) per il raggiungimento degli obiettivi e sulla reazione positiva alle difficoltà ed ai probabili  fallimenti.

E’ molto importante quindi conoscere il grado di  motivazione iniziale del soggetto al fine di adeguare  conseguentemente  i parametri delle variabili dipendenti  per poi potenziarli nel corso degli allenamenti.

la motivazione è un processo di attivazione dell’ organismo  finalizzato alla realizzazione di un determinato scopo in relazione alle condizioni ambientali (Anolli e Legrenzi, 2001) e’ quindi la spinta ad agire e mettere in atto comportamenti orientati ad uno scopo.

Essa è costituita da 2 componenti :  META che corrisponde ad un obbiettivo ed INTENSITÀ cioè lo sforzo impiegato per raggiungere l’ obiettivo , entrambi derivano da fattori personali (bisogni, personalità, interessi)   e fattori ambientali (ambiente, clima, relazioni ,stile comunicativo del tecnico).

La motivazione può essere suddivisa in 3 tipologie :

  1. MOTIVAZIONE INTRINSECA : Spinta ad agire derivante  da stimoli interni, dal piacere, dal divertimento personale, dalla voglia di mettersi in gioco, di migliorare.
  2. MOTIVAZIONE ESTRINSECA : Il sentirsi spinti da incentivi esterni, premi, remunerazioni, possibilità di ricevere lodi ed elogi.
  3. AUTO-REALLIZZAZIONE : Bisogno di sfidare i propri limiti , di impegnarsi in compiti difficili, di riuscire meglio di altri, di raggiungere l’eccellenza e il successo    ( se questa tipologia è predominante si arriva all’ AGONISMO  che è meno dell’ 1 % dei frequentatori).

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    Cristian Cialei, mister europa, ibfa

 

Nel  Resistance Training  è di fondamentale importanza  il miglioramento della performance dell’ atleta.

La perfomance è il rapporto di specifici parametri, bene delineati, che caratterizzano l’atleta: le capacità personali, le motivazioni ed il contesto esterno in cui vengono esplicate. Il rendimento prestazionale dell’ atleta è il risultato del suo sforzo fisico e mentale. E’ dovere del trainer riconoscere e fare aumentare il grado di motivazione del soggetto. Il trainer per permetterne l’aumento deve conoscere la motivazione iniziale dell’ atleta utilizzando due “mezzi” importantissimi: il dialogo e l’ osservazione dei comportamenti ed atteggiamenti  del soggetto. E’ altrettanto importante che il trainer conosca il modo in cui l’ atleta giustifica il successo  o  il fallimento in quanto essendo strettamente connesso  alla motivazione   può influenzare le aspettative future dell’ atleta. Dopo aver conosciuto il grado di motivazione iniziale è necessario modulare  anche “ l’ambiente “ in modo da soddisfare le necessità e possibilmente ottimizzarlo.

Com’è possibile modificare l’ ambiente ?? modificando i parametri delle variabili dipendenti (frequenze , intensità , volumi di lavoro ideali per l’ atleta) in base alla motivazione iniziale dell’ atleta .

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la motivazione fa parte delle variabili indipendenti quindi è importante riconoscerla,basare su di essa la programmazione degli esercizi .

L’ ostacolo più grande  si ha quando ci si ritrova di fronte ad una basso grado di motivazione:

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trainer che motiva il suo atleta a fare un altra ripetizione

In questo caso si deve tener conto che il soggetto difficilmente sopporta un’ ALTA INTENSITÀ e un CARICO DI LAVORO ELEVATO (somma totale di lavoro). E’ quindi  necessario DIMINUIRE LA FREQUENZA negli allenamenti ad alta intensità  ed utilizzare la MONO-FREQUENZA  per diminuire il carico di lavoro .

Insieme al rimodellamento dei parametri dipendenti è opportuno modulare l’ atteggiamento  ed utilizzare un dialogo appropriato seguendo  il modello T.A.R.G.E.T. (Task Authority Recognition Grouping Evaluation Time )  ed il COLLOQUIO MOTIVAZIONALE. Queste sono  due tecniche utilizzate con successo nel sociale risultando utilissime “nell’ esplorare” i problemi o le difficoltà e quindi possono contribuire all’ atleta di potersi esprimersi al meglio durante l’allenamento.

Quando il grado di motivazione è davvero  troppo basso e non si è riusciti ad aumentarlo con le modalità dette sopra occorre indirizzare  il soggetto  verso attività di gruppo le quali risultano  più adatte a creare nuove motivazioni: affiliazione, amicizie, divertimento , ecc..

BIBLIOGRAFIA

  • Teoria e pratica –  Prof. Filippo Massaroni 2014
  • Motivazione e Sport: Oltre la teoria-  dott. chiara francesconi
  • Treasure D.C (2001). Enhancing young people’s motivation in youth sport: an achievement goal approach.  In Advance in                    motivation in sport and exercise (pp. 79-100). Human Kinetics.                                     

Motivazione nel resistance traning

LE VERE DECISIONI SI MISURANO CON L’INTRAPRENDERE NUOVE AZIONI.

SE NON AGISCI, NON SEI MOTIVATO DECISO …

Lo sport è un’attività praticata per libera scelta e come, in qualsiasi attività non obbligatoria avvengono dei presupposti importanti prima della partecipazione: LA SCELTA, LA DECISIONE, L’ ATTUAZIONE.(1)

LA SCELTA è una valutazione di diversi elementi, favorevoli e/o contrari, di una pratica sportiva, prendendo in considerazione tutte le alternative possibili.

Quindi la scelta è il momento principale in cui il soggetto pensa alla decisione da intraprendere, cominciare ad allenarsi o cambiare attività !?

LA DECISIONE è la risoluzione del quesito di scelta da parte del soggetto di praticare un determinato sport a partire dalla suddetta valutazione. L’ ATTUAZIONE è la pratica concreta dello sport scelto.

Possiamo quindi dire che la scelta è il bottone scatenante l’ attuazione (senza scelta non c’è attuazione) ma che cosa è che “accende” la scelta?!?… e’ LA MOTIVAZIONE .

Quindi il soggetto che si rivolge al club per cominciare ad allenarsi già possiede una motivazione sufficiente per spingerlo a migliorasi, è dunque dovere del tecnico riconoscerla, valutarla e migliorarla.

Nell’ essere umano è raro che una determinata condotta sia il risultato di un’ unica spinta motivazionale, il piùdelle volte essa è sovra-determinata cioè l’esito di una concatenazione di motivazioni

COME AUMENTARE LA MOTIVAZIONE

Secondo uno studio condotto da su dei giovani atleti canadesi,(2) evidenziarono che i motivi principali alla base del coinvolgimento in una disciplina sportiva sono :

  • L’ AFFILIAZIONE : l’opportunità di stabilire relazioni.

  • LO STRESS : l’opportunità di svolgere attività eccitanti e/o innovative.

  • L’ECCELLENZA: l’acquisizione di abilità sportive per primeggiare su qualcuno o per il proprio interesse.

  • IL SUCCESSO : un esito o risultato favorevole.

Sapp e Haubenstricker(3) condussero successivamente uno studio su larga scala sulla motivazione alla partecipazione. I risultati rivelarono che le ragioni maggiormente citate per la partecipazione sportiva sono:

  • il divertimento

  • l’ acquisizione di competenza

  • la forma fisica

  • l’ affiliazione

le motivazioni sono omogenee per età, sesso, sport praticato e cultura.

Negli anni 80 alcuni studi testarono la motivazione alla partecipazione attraverso diversi sport(4) e fecero emergere alcune tematiche comuni alla partecipazione sportiva.

Le motivazioni alla partecipazione includono primariamente:

  • lo sviluppo di competenze fisiche (imparare nuove abilità, migliorare quelle già possedute e raggiungere obiettivi)

  • guadagnare il consenso sociale (farsi nuovi amici, essere parte di un gruppo, guadagnare l’approvazione);

– accrescere la forma fisica (aspetto fisico);

– godere di una nuova esperienza (divertirsi, stimolarsi).

In questi studi gli intervistati annoveravano come sono importanti multipli ragioni per stimolare la loro motivazione, più che singole ragioni.

Da questi, possiamo evidenziare come tutte le motivazioni dei 3 studi sono comuni o concatenanti. Dalla metà del novecento a studi pressappoco recenti si nota come affiliazionesia sempre presente nelle motivazioni dei partecipanti .

Affiliazione è l’ opportunità di stabilire relazioni interpersonali significative e di essere confermati nella propria capacità di stare in gruppo e di fare e mantenere amicizie. Molte volte il tecnico da poca importanza o trascura il motivo di affiliazionedel soggetto.

Nel resistance training il metodo migliore per aumentare l’ affiliazione è creare associations for training.

Associations for training èun gruppo di allenamento , formato da un minimo di 2 persone ad un massimo di 5 , con caratteristiche , interessi e obiettivi comuni .

L’ Associations for training dala consapevolezza di poter avere aiuto da parte dei compagni di allenamento durante lo svolgimento del training , insieme alla riuscita dei compiti proposti daranno all’ atleta un senso di sicurezza e lo spingeranno a provare e riprovare le diverse situazioni ed insieme alla riuscita delle richieste fatte saranno la molla motivazionale per voler ritornare in palestra ad migliorarsi . Inoltre aiuterà l’ atleta ad istaurare relazioni amichevoli con i compagni e da ciò divertirsi e svagarsi.

Quindi creare un gruppo di allenamento è di notevole importanza sia per la buona riuscita dell’ allenamento ,sia per il divertimento e quindi ci saranno tutti i presupposti per la creazione di un ambiente confortevole e di benessere , motivazioni importantissime nella scelta del club sportivo;

Un ulteriore motivazione per la partecipazione ad un’ attività è l’ acquisizione e sviluppo di competenza fisiche.

Perciò e’ importantissimo proporre allenamenti alla portata del soggetto che si ha di fronte, modulare le difficoltà/intensità , non voler andare oltre le loro capacità fisiche e mentali proponendo allenamenti con movimenti difficili e/o alte intensità in cui si debba pensare ed essere attenti non oltre le lorocapacità. Tutto ciò deve essere fatto senza però trascurare l’opportunità di svolgere attività eccitanti e nuove “esperienze” (stress) perciò e molto importante cambiare , modulare , variare esercizi e tabelle allenanti. Ciò scaturisce un ulteriore motivazione cioè senso eccellenza, con l’acquisizione di nuove abilità sportive si ha il senso di primeggiare su qualcuno o per proprio interesse.

Nel resistance trainingIl successo e la forma fisica sono , in molti casi ,motivazioni concatenate , dove il tecnico deve motivarle di pari passo . La forma fisica è il miglioramento del aspetto estetico del atleta ed è quindi la motivazione privilegiata nel il resistance training . il successo è un esito o risultato favorevole .

Quindi possiamo dire che migliorando la forma fisica aumenteremo anche il successo del soggetto, aumentando cosi il piacere di eseguire allenamenti con sovraccarichi. Importante è non sottovalutare l’ effetto boomerang positivo , cioè che con il miglioramento del successo si può avere un aumento di miglioramento nella motivazione di forma fisica . Per aumentare la motivazione è importante avere un obiettivo a lungo termine (es. dimagrire 10 kg in un anno) e un obiettivo a breve termine ( es. dimagrire di 2 kg in un mese) al raggiungimento del obiettivo a breve termine far notare il risultato, complimentarsi con l’atleta ,confrontarlo con il risultato precedete e concordare di nuovo un secondo obiettivo a breve termine con l’atleta.

 

BIBLIOGRAFIA

1. Giovannini D., Savoia L. (2002) Psicologia dello Sport , Carocci.

2.Alderman, R.A., Wood, N.L., (1976). An analisys of incentive motivation in young Canadian athletes, I In Horn T.S., (2002), Advancesin Sport psychology, Champaign, Ill., Human Kinetics.

3. Sapp, M., Haubenstricker, J., (1978). Motivation for joining and reasons for not continuing in youth sport programs in Michigan, in Horn T.S., (2002), Advances in Sport psychology, Champaign, Ill., Human Kinetics.

4.Gill D.L., Gross J.B., Huddleston S. (1983) Partecipation Motivation in Youth Sports, in <<International Jourmal of Sport Psychology>>, 14, pp.1-14.

Aumentare la motivazione per miglioreare la performace

Il termine motivazione deriva etimologicamente dalla parola movere (muovere) che incorpora un senso di movimento che porta ad agire.(1) Quindi la motivazione èil processo di attivazione dell’organismo finalizzato alla realizzazione di un determinato scopo in relazione alle condizioni ambientali .

Esso ha come base un concetto nel quale individui tendono a compiere azioni procurandosi piacere e soddisfazione, trascurando così il fatto che spesso, per motivi diversi, anche di natura inconscia, si possono o si devono svolgere attività che non sono necessariamente piacevoli (J.Bentham & J. Stuart Mill).

Nel campo di studi sul comportamento organizzativo si sono riscontrate 2 connotazioni(1) :

  • Di tipo manageriale : vista come attività manageriale volta a stimolare negli individui un comportamento tale da produrre risultati.

  • Di tipo psicologico: si riferisce allo stato mentale di una persona in relazione all’ origine, alla persistenza , all’ intensità e al fine di un comportamento.

Quindi possiamo dire che per motivazione noi intendiamo l’insieme di motivi che ci spingono ad agire, che sono in relazione a diversi obiettivi e interessi , essi sono guidati da processi emotivi e cognitivi.

Negli allenamenti con sovraccarichi è basilare migliorare la performance dell’ atleta .

La performance è il risultato di uno sforzo fisico e mentale e può essere definito in termini qualitativi e quantitativi, che in ogni caso comportano una valutazione di tipo soggettivo da parte di un valutatore.

La performance, dato un certo contesto (f) è funzione di due fattori :Motivazione, capacità.(3)

PERFORMANCE = (F) / (CAPACITÀ X MOTIVAZIONE)

Per esempio prendiamo in esame 2 atleti Matteo e Alessandro .

Matteo ha maggiori capacità di Alessandro quindi a parità di motivazione Matteo vincerà sempre , Alessandro potrà vincere solo se è molto motivato e se a Matteo diminuirà la motivazione . Secondo questo tipo di prospettiva si deve avere un livello minimo di motivazione e di capacità per avere una buona perfomance(1). La motivazione,quindi, è un fattore di vitale importanza per una buona prestazione sia in gara che durante il training perciò è importantissimo conoscerla, saperla analizzare, valutare e migliorare come qualsiasi altra abilità fisica.

BIBLIOGRAFIA

1. Prof. Nicola Botta , Motivazione: teoria del contenuto e del processo, lezione del 21 aprile 2008, seconda Università Di Napoli, Facoltà Di Psicologia

2. Prof Anolli- Legrenzi, psicologia generale: la motivazione , Il Mulino 2001

3. Prof. Alessandro Benzia, Gestione delle risorse umane, Università Degli Studio Di Tor Vergata