• info@resistancetraining.it

Archivio dei tag riscaldamento

Il Riscaldamento

L’allenamento, privato di questo passaggio iniziale, non può definirsi tale, per questo il riscaldamento è considerato un fattore molto importante, infatti quando è erroneamente trascurato, oppure quando è eseguito in modo superficiale, reca con sé, le conseguenze negative del caso (1).

In cima all’elenco dei fattori, favoriti dal riscaldamento, c’è prima di tutto l’aumento della vasodilatazione che permette un maggiore approvvigionamento di sangue ai muscoli, si preparano inoltre, anche le condizioni neurali, migliorando gli impulsi nervosi ai muscoli, c’è un aumento della temperatura corporea, per far si che l’attività enzimatica responsabile della produzione di energia sia ottimizzata. Aumentando la temperatura prima dell’attività si apportano svariati benefici, come migliorare la funzione muscolare aumentandone l’elasticità, aumentare la resistenza del tessuto muscolare alle lacerazioni, aumentare l’estensibilità del tessuto connettivo, riducendo i rischi di infortuni (2).

E’ stato dimostrato che, con la pratica del riscaldamento prima dell’esercizio fisico, migliora la prestazione, aumenta l’assorbimento di ossigeno, migliora la risposta cardiovascolare nonché si dà un contributo alla prevenzione di problematiche cardiovascolari legate ad attività fisiche improvvise ed intense.

Il riscaldamento può durare dai 5 ai 20 minuti e variare a seconda del grado di allenamento del soggetto e dello sforzo da affrontare. Si divide essenzialmente in due fasi: riscaldamento aspecifico e riscaldamento specifico.

 

RISCALDAMENTO ASPECIFICO

Si esegue dai 5 ai 15 minuti di attività cardio blanda ,lo scopo di questa fase è quella di mobilitare la maggior parte delle articolazioni e dei muscoli, aumentare la temperatura corporea iniziando cosi la transizione dallo stato di riposo a quello di inizio attività.

RISCALDAMENTO SPECIFICO

Si mobilizza la catena motoria che sarà impegnata nello sforzo o attività fisica successiva.

Nel Resistance Training un esempio pratico è eseguire 3-4 set del primo esercizio da eseguire partendo con una resistenza del 35-40 % del 1 RM e incrementandola ad ogni set di riscaldamento fino ad arrivare alla resistenza da adoperare nel primo set (3). Fig.1

fig.1(il riscaldamento)

Conclusioni

Una considerazione definitiva, in riferimento alla preparazione di un evento allenante sia di carattere ludico-sportivo, quanto professionistico o di performance competitiva, è racchiusa nell’organizzare l’allenamento, iniziando dall’allenamento. Il riscaldamento, oltre a rimandare il significato ad un concetto di temperatura, impone delle riflessioni che si estendono sulla comprensione della coordinazione dei sistemi. Il caso emblematico è quello del movimento dapprima, riflesso nell’area motoria della corteccia celebrale, poi realizzato attraverso la comunicazione tra le via afferenti ed efferenti. Più semplicemente, il movimento deve essere effettuato solo se i sistemi comunicano efficacemente, attraverso la rispettiva dipendenza di un motoneurone da un interneurone, nel caso di contrazione e rilasciamento tra un muscolo agonista col suo antagonista. E’ sempre una buona abitudine, spendere almeno 10-15 minuti in un riscaldamento di qualità, non farà altro che apportare benefici e migliorare l’allenamento.

di Vito Marraffa

BIBLIOGRAFIA:

1) Jurgen Weineck . “ L’ALLENAMENTO OTTIMALE”. Ed. Calzetti-Mariucci

2) Jurgen Weineck. “BIOLOGIA DELLO SPORT” Ed. Calzetti-Mariucci

3) Jack H. Wilmore, David L. Costill. Fisiologia dell’esercizio e dello sport. Ed. Calzetti-Mariucci